20 Dicembre 2025
Mi è sempre piaciuta la fantascienza, soprattutto quella distopica di autori come Dick o Bradbury.
Racconta molto più del presente di quanto si creda e spesso anticipa il germoglio di un seme che è già stato sotterrato e giace nascosto.
Nel romanzo di Bradbury, 451 °F (circa 233 °C) è la temperatura alla quale la carta dei libri prende fuoco.
La storia immagina una società futura in cui i libri sono proibiti perché capaci di generare un pensiero critico.
“Libri liberi”, direbbe qualcuno anche dalle mie parti.
In questo mondo rovesciato i pompieri non spengono gli incendi: bruciano i libri.
Li eliminano perché scomodi, inadatti, o appartenenti a una voce che non è la loro.
Ma il protagonista, Guy Montag, un pompiere del futuro, inizia a dubitare del sistema dopo l’incontro con una giovane ragazza che gli rivela la bellezza del pensiero libero.
Mi chiedo se saranno ancora le donne a mostrarci la via?
Forse perché riescono a muoversi con uno sguardo più libero, anche dentro un sistema che si proclama liberale ma spesso non lo è.
È così che il seme dell’indifferenza germoglia, proprio dove meno te l’aspetteresti: nella censura, nella sfiducia, nel controllo dell’informazione, nel conformismo sociale, nella protezione delle lobbies, nella paura della perdita del consenso, negli interessi esclusivamente economici di facili guadagni.
Quando invece dovrebbero prevalere la conoscenza, il pensiero critico
e la resistenza culturale.
Ma in fondo resto ottimista. Come Guy Montag ci insegna, noi stessi siamo le testimonianze viventi dei nostri migliori libri.